Nasce la Consulta nazionale delle ragazze e dei ragazzi dell’Autorità garante

Il nuovo organismo apre a una pluralità di voci di minore età. Tema del 2026 è "In-dipendenti" da digitale e sostanze stupefacenti.

È nata la Consulta nazionale delle ragazze e dei ragazzi dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza. La Consulta è composta da 40 minorenni che hanno un’età compresa tra 13 e 17 anni e provengono da tutta Italia e ospita una pluralità di voci: studenti di scuola secondaria, minorenni in protezione, minorenni di nuova generazione, minori con disabilità, minori stranieri non accompagnati.

Foto di Cristina Andolcetti – Idi

“Finora, quando abbiamo parlato di ascolto delle bambine, dei bambini e degli adolescenti, è bene essere sinceri, l’abbiamo un po’ intesa come una concessione. L’accento era posto sul vostro diritto, sul vostro bisogno di essere ascoltati” ha detto ai ragazzi l’Autorità garante Marina Terragni. “Oggi siamo noi adulti ad avere bisogno di ascoltarvi. Perché se non vi ascoltiamo non capiremo mai che cosa significa essere totalmente immersi nella dimensione dell’onlife. La vostra esperienza è radicalmente diversa, e noi abbiamo bisogno di ascoltarvi per capire come stanno realmente le cose, e anche per capire come dobbiamo comportarci, e perfino come dobbiamo legiferare per arginare i danni e massimizzare i benefici del digitale”. 


Foto di Cristina Andolcetti – Idi

La Consulta, che si è riunita per la prima volta a Firenze il 20 febbraio, per il 2026 lavorerà sul tema “In-dipendenti”, rispetto al web e alle sostanze stupefacenti. Per arrivare a produrre documenti, raccomandazioni e campagne di comunicazione i ragazzi affronteranno un percorso fatto di approfondimenti con esperti, documentazione, visione di film ed esperienze. Ai ragazzi è stata fornita una “cassetta degli attrezzi” composta da una copia della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e una copia della Guida alla partecipazione dell’Agia. Strumenti questi con i quali i ragazzi hanno iniziato a prendere confidenza già nella prima sessione di lavoro a Firenze.  


Foto di Cristina Andolcetti – Idi

Terragni, come si è detto, ha esortato i ragazzi a spiegare quello che gli adulti non riuscirebbero a capire da soli e soprattutto a dire la verità. “Il rischio, quando si istituisce un organismo come la Consulta, è che le ragazze e i ragazzi coinvolti dicano quello che credono che gli adulti si aspettano di sentirsi dire”, ha sottolineato. “Che tendano a compiacerli. Che non vogliano porsi in conflitto, dicendo: guardate che non state capendo niente, che state sbagliando strada. Ecco, questo è un pericolo da evitare. Noi qui abbiamo bisogno della vostra verità a ogni costo, diversamente tutto questo impegno non servirà a niente”. 


Foto di Cristina Andolcetti – Idi

Nella giornata inaugurale ha preso la parola, oltre a Terragni, Maria Grazia Giuffrida, presidente dell’Istituto degli innocenti che collabora con l’Agia nella realizzazione del progetto. Al temine della prima giornata è stata offerta la possibilità di visitare Il Museo degli Innocenti che ha aperto loro uno sguardo sulla storia, sull’architettura e sull’arte. Sabato invece i ragazzi hanno partecipato a una sessione di team building. Ampio spazio è stato dedicato agli esercizi di empatia – per fare gruppo e facilitare l’ascolto empatico – e a una serie di “giochi rompighiaccio”, per aumentare la fiducia tra i partecipanti. È stata anche l’occasione per anticipare ai ragazzi che nel corso dell’anno due di loro saranno coinvolti nell’edizione 2026 del progetto Enya, che affronterà il tema dei diritti degli Lgbtq+ di minore età. 


Foto di Cristina Andolcetti – Idi

La Consulta nazionale delle ragazze e dei ragazzi rappresenta un’evoluzione di due esperienze di partecipazione dell’Autorità garante: la Consulta delle ragazze e dei ragazzi, varata a Roma nel 2018, e il Consiglio nazionale delle ragazze e dei ragazzi, istituito nel 2022. La nuova Consulta ha anche un proprio logo costituito da quattro baloon colorati che si combinano tra di loro per rappresentare la pluralità di voci e di pensieri. 

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