Diritti LGBTQIA+, Forum Enya 2026: a Dublino le proposte della Consulta

Cinque le raccomandazioni elaborate dagli adolescenti che la compongono formulate attraverso un percorso di approfondimento con esperti, visione di film e confronti. Le proposte sono state discusse insieme a quelle di altri paesi dell’Enoc in vista della Conferenza annuale e Assemblea generale di settembre.

Il 1° e il 2 luglio a Dublino la Consulta nazionale delle ragazze e dei ragazzi dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha preso parte, attraverso una sua rappresentanza, all’edizione 2026 del Forum Enya (European network of young advisors), incentrato quest’anno sul tema Let’s talk young, let’s talk about the rights of LGBTQIA+ young people. L’iniziativa, promossa dall’Enoc (European network of ombudspersons of children) – Rete europea dei garanti per l’infanzia – è stata dedicata alla tutela e alla promozione dei diritti dei minorenni LGBTQIA+, nonché ai figli di coppie omogenitoriali.

Nei mesi precedenti il Forum i ragazzi dei dieci paesi coinvolti nel progetto hanno approfondito in una serie di incontri il tema annuale scelto dall’Enoc per il 2026. Si sono incontrati quindi a Dublino, in 24, per adottare una serie di raccomandazioni comuni da presentare ai garanti della Rete in occasione della prossima Conferenza annuale e Assemblea generale, che si terrà a Barcellona a settembre. 

Ecco in estrema sintesi le raccomandazioni elaborate dalla Consulta: Formare i professionisti che lavorano con i minorenni (scuola, sanità, ecc.) a riconoscere e rispettare le identità dei minorenni; prevenire e contrastare lo stigma attraverso la visibilità delle diverse realtà relazionali e affettive; istituire atelier di comprehensive sexual education nelle scuole italiane e regolamenti antidiscriminazione redatti con gli studenti. La Consulta ha proposto anche di raccomandare che siano potenziati gli spazi di ascolto sicuri e gratuiti per la tutela della salute mentale e fisica dei minorenni LGBTQIA+ e tutelati i minorenni da informazioni sui social che possano essere dannose a causa di disinformazione o rappresentazioni alterate della comunità LGBTQIA+. 

Le cinque indicazioni sono il frutto di un lavoro collettivo della Consulta nazionale, costituita da 40 adolescenti tra i 13 e 17 anni, che per un mese ha affrontato l’argomento dei diritti dei minorenni LGBTQIA+ e dei figli di genitori appartenenti a questa stessa comunità. Un processo conclusosi con una redazione collettiva del testo, in riunione plenaria online, e un voto unanime. 

Il percorso si è aperto con gli incontri con due esperti: quello con la psicologa Mara Letizia Desana, che si occupa di trattamento di preadolescenti, adolescenti e giovani adulti con problematiche di disforia/incongruenza di genere, e con Mattia Peradotto, coordinatore dell’Unar, l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali del Dipartimento per le pari opportunità della presidenza del Consiglio dei ministri. In questo secondo caso è stata affrontata la Strategia nazionale Lgbt+ 2022 – 2027 per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere. Le ragazze e i ragazzi hanno anche visto e discusso due film: Stranizza d’amuri e Pride per stimolare il dibattito e favorire il confronto sul tema. 


Le raccomandazioni


La Consulta nazionale delle ragazze e dei ragazzi raccomanda:

  1. alle istituzioni di prevedere e garantire una formazione specifica per i professionisti che lavorano in tutti i settori dedicati alle persone di minore età (scuola, sanità…), volto al riconoscimento dell’altro nella sua essenza, ad evitare comportamenti discriminatori e non rispettosi dei giovani e della loro identità, in modo da sviluppare una sensibilità nei loro confronti;
  2. per prevenire e contrastare lo stigma, si raccomanda di dare visibilità in maniera gentile alle diverse realtà relazionali e affettive esistenti nella società per favorirne una visione che non possa sorprendere o scandalizzare, attraverso i canali dei social e anche con film e momenti di formazione da prevedere nelle scuole, nonché gruppi fra pari per l’ascolto di chi ha un vissuto di bullismo/discriminazione;
  3. istituire, nell’offerta formativa delle scuole, degli atelier di Comprehensive Sexual Education, promuovendo la partecipazione attiva dei minorenni anche per redigere un regolamento anti-discriminazione nelle scuole. L’atelier può anche dare voce ai ragazzi attraverso una rappresentazione (recita, canzone etc) su un tema trattato per loro rilevante.
  4. potenziare (incrementare il numero e migliorare la funzionalità) gli spazi di ascolto e aiuto sicuri e gratuiti già esistenti per la tutela della salute mentale e fisica dei minorenni LGBTQIA+, in cui si parli anche dei rischi delle terapie ormonali.  Ove non esistenti, promuovere l’accesso a servizi di ascolto e supporto (fisici o virtuali) dedicati a minorenni LGBTQIA+ e persone loro vicine che garantiscano anonimato/protezione dei dati personali;
  5. tutelare online i minorenni – soprattutto i più piccoli – che hanno accesso ai social da informazioni che possano arrecare loro danni per disinformazione o rappresentazioni alterate/non vere della realtà LGBTQIA+. I social provider dovrebbero adottare misure di tutela nei loro confronti. Su temi come protezione e diritti LGBTQIA+, si richiede alla comunità di promuovere una sensibilità sui social per creare una coscienza comune che guardi alle persone non come da promuovere o demonizzare, qualcosa cui avvicinarsi o da cui allontanarsi, ma da “mostrare” solo perché si conosca la persona.

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